Postulato:

Potremmo supporre, per un attimo, che non ci sia nessun bisogno di dimostrare quello che si dice ma si sia “liberi” (virgolette spiegande a latere) di mettere in fila sintagmi senza relazione di causalità.

Spiegazione delle virgolette:

Libertà, poi, di preciso cosa significa? La libertà da sola non può spiegare nulla, ma rischia di alimentarsi di una famiglia di discorsi (legg. ideologia) di cui la libertà è il cardine portante. La libertà di seguire un filo diverso dall’ultimo gradino dell’euresi scientifica. Id est, se nel costruire il logos posso astenermi dal dall’usare la relazione di causalità ma posso introdurre binari logici monchi, è possibile che io riesca a dire quello che voglio dire. Libertà quindi come atto volitivo egotico.

Desidero quindi posso.

Questo ha qualcosa a che vedere con la validità dei concetti che posso esprimere? No, ma ne rende più semplice la confutazione nel merito, più difficile la confutazione formale.

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Io lo so, che tu non vorresti sprecarti mai. Poi, c’è chi ti vede come la più bella, lo so, lo si vede da tutto quello che fai, dalle cose che ci metti.
Hai uno stuolo di ammiratori dietro che ti reggono il velo e alcuni solo per un paio d’ore, alcuni da anni, fedelmente, aspettano una tua parola, aspettano che ti giri, ricompensa di una vita di sacrifici ai tuoi ordini.
E’ che in realtà ti ammirano perchè sei tosta. E il problema è che sei tosta perchè sai che ci sono loro ad ammirarti ed in definitiva ti ammirano perchè ti ammiri.Schiele3
Anzi, ti dirò di più, ti ammiri la mattina allo specchio e con la tua depressione (è un articolo glamour del guardaroba, sta cosa.) vorresti darti schiaffi ma poi pensi che qualcuno se ne prenderebbe molti di più, di schiaffi e allora sei contenta di non essere la peggiore. Ti ammiri dopo che insegni qualcosa a qualcuno perchè fai dei ragionamenti non banali e ne sei fiera e cosciente e ancora un po’ ti metterai a fare la professoressa nello stesso liceo che hai frequentato tu, e vedi che genietti, che ragazzi svegli, onesti e intelligenti, che sapresti ricavare da un gregge niente male di etichette e griffe e piercing del futuro.
E io, dico. A cominciare dal tuo passo. Passando per il modo in cui ti isoli con uno sguardo concentrato (salvo poi pensare al tuo sguardo concentrato e a sperare che tutti lo vedano e si rendano conto di quanto ti sai concentrare, spremere e passare, altro che pomodori.) e poi al modo in cui alzi il ditino e guarda quanto sono brava a dire quello che tutti pensavano ma nessuno ha avuto il coraggio. Io seriamente penso che tu sia bella. Poi io sono un caso patologico.
Ma c’è poco da fare, quando è così preferisco stare zitto, mi chiudo ad un angolo e aspetto che mi vengano salvare. Ho paura della gente come te. Ho paura di chi non ha paura dei suoi limiti. E forse è anche per quello che non riesci a trovarlo, quello che sogni. Appena hai in mano il gioiello più bello, ne stai cercando uno migliore.
Secondo me avrai una vita pazzesca, tutto quello che vorrai avere lo avrai, solo troppo tardi. A un certo punto, mangiando una fetta di una torta che è stata troppo ricca di candele, vedrai davanti il tuo fallimento, e vorrai solo voler bene.

Sono i casi della vita, le persone che incontri, le solite stronzate. Le strade le hai davanti, anche se vai per esclusione, fammi il favore di scegliere quella giusta.
Non ti voglio perdere. Anche se è il modo più facile per perderti.

Prima o poi lo capirai e io sarò già sparito. Non tollero le torte in faccia, specie dalle vecchiette.